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STORIA DEL LOTTO

Il termine lotto deriva dall’antica lingua germanica e significa ” giochi a sorte in base ad un’estrazione “. Con la parola lotto si indicava un oggetto piatto circolare che veniva lanciato per determinare, per volontà divina, decisioni importanti, suddivisioni di poderi, di proprietà. Già nel 1448 a Milano esistevano le borse di ventura che erano delle scommesse. Diversamente da quanto si crede il gioco del lotto nasce a Genova e non a Napoli: infatti, già nel 1500 a Genova esisteva una sorta di gioco proibito, in cui si scommetteva sui nomi delle persone che dovevano essere elette per cariche pubbliche. Negli anni questo gioco divenne legale grazie ad una legge e venne chiamato il gioco del seminario, infatti il Maggior Consiglio della Repubblica permetteva di eleggere 120 padri fra i cittadini più degni, i cui nomi venivano messi in un’urna o seminario e fra questi ne venivano estratti 5, questa estrazione si ripeteva 2 volte all’anno. A chi scommetteva veniva data l’occasione di tentare la fortuna con un’estrazione di 5 nomi su 126 imbussolati. All’inizio le scommesse erano tra singole persone ma poi si formarono delle società che gestivano scommesse tra più persone a particolari condizioni e regole, quindi oltre ad accettare scommesse su un solo nome aprirono il gioco accettando anche scommesse su 2 o 3 nomi diversificando le giocate in estratti, ambi e terni. Negli anni successivi si svilupparono molte bische clandestine e per questo motivo le scommesse vennero spesso proibite a più riprese. Nel 1600 i Serenissimi Collegi, su suggerimento della Camera, un Ministero delle Finanze di quei tempi, decisero di concedere la gestione del gioco del seminario a chi avesse ottenuto la licenza e pagato un diritto concessionario. Il giro degli affari era sempre più crescente quindi i gestori del gioco crearono un fondo premi chiamato il monte delle scommesse, da dividere fra i vincitori, tutelandosi così da vincite superiori all’incasso e lasciando per loro stessi un margine di guadagno. Se non veniva indovinato nessun nome la posta in gioco veniva restituita mancante del compenso del gestore, oppure i premi venivano aggiunti al montepremi per l’estrazione successiva. Da qui in poi il gioco del lotto di Genova si diffuse in tutta l’Italia con scommettitori che arrivavano anche dagli altri Stati italiani. Quando il gioco del lotto arrivò a Roma venne proibito dalla Chiesa, nel 1666 il papa Alessandro VII Chigi, su pressione del re Filippo IV di Spagna preoccupato del propagarsi del gioco nelle sue terre, fece condannare il gioco del lotto come peccato mortale pena la scomunica. Si susseguirono negli anni altre proibizioni da parte del papa Fabio Chigi, papa Beato Innocenzo XI, papa Innocenzo XII, papa Clemente XI. Ma ogni contrasto verso il gioco del lotto ebbe scarsi risultati, infatti cresceva sempre di più il gioco clandestino. Con il papa Clemente XIII il gioco del lotto venne legalizzato con la condizione che proibiva la partecipazione ai lotti stranieri ma nel 1725 fu di nuovo proibito dal papa Benedetto XIII. Nel 1732 con il papa Clemente XII il lotto fu definitivamente ristabilito. In contemporanea alla città di Roma il lotto arrivò anche nella città di Napoli e come per Genova fu chiamato, in un primo momento, seminario di Napoli, per poi prendere il nome di nuovo lotto di Napoli. Nel 1682 ci fu la prima estrazione con cadenza annuale, si passò a 2 estrazioni e poi a 3 estrazioni annuali, per poi essere interrotto nel 1689. Nel 1713 il gioco fu ripreso con 3 estrazioni annuali e poi nel 1737 fu aumentato a 9 estrazioni annuali. Nel 1774 le estrazioni aumentarono, si aggiunsero 9 estrazioni del lotto di Roma e nel 1798 venne stabilito che tutte le 18 estrazioni dovevano svolgersi a Napoli. Nel 1804 le estrazioni aumentarono a 24. Nel resto d’Italia il gioco del lotto si diffuse gradualmente e le autorità pubbliche decisero di regolamentarlo, visto i rilevanti incassi derivanti dalle giocate, e di metterlo sotto il proprio monopolio. Tra il XVIII e il XIX secolo si diffusero gli almanacchi in cui si trovavano le serie dei numeri estratti con le indicazioni dei numeri giocabili, questi almanacchi si basavano sul modello dell’almanacco perpetuo di Rutilio Benincasa del 1500, tra i più famosi: inserti dedicati al lotto, il Nuovo dilucidario della buona fortuna di Napoli e il Barbanera di Foligno. Diffuso ormai in tutta l’Italia nel 1863 il gioco del lotto venne giocato su 6 ruote: Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Torino e Venezia. Nel 1871 fu aggiunta la ruota di Roma, nel 1874 la ruota di Bari. L’8 luglio del 1939 si arrivò a 10 ruote con l’introduzione di Cagliari e Genova. Il 4 maggio del 2005 le ruote divennero 11 con l’introduzione della ruota nazionale. Le estrazioni da 2 o 3 all’anno diventarono ogni 15 giorni nel 1807, 1 volta a settimana nel 1871, 2 volte a settimana nel 1997 e 3 volte a settimana nel 2005.

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